Notizia dell’ultima ora: in seguito alla scomparsa del direttore creativo Karl Lagerfeld, la maison Chanel cambia il celebre logo delle due C con due pesci che si intersecano. Avete abboccato? Pesce d’Aprile!!! Chissà quante e quali false notizie invaderanno il web per il prossimo pesce d’aprile in arrivo. Ma per quale motivo si fanno scherzi e ci si prende burla dei propri amici il primo giorno di questo mese?

La leggende più antiche

Varie leggende, provenienti da ogni parte del mondo, si celano dietro questo giorno, tutte dal risvolto divertente e legato agli affascinanti abitanti del mare. Le storie più antiche sul pesce d’aprile risalgono all’Antico Egitto.  Durante una gara di pesca, Cleopatra avrà la meglio dopo aver scoperto che Marco Antonio stava bleffando. Girl Power!

I Romani festeggiavano l’arrivo della Primavera con le feste della gioia, chiamate Hilaria, dove si praticavano anche degli scherzi. La storia più curiosa risale al 1582 quando Papa Gregorio XIII per far coincidere astronomia e calendario civile spostò il Capodanno all’attuale 1 Gennaio. Prima di allora l’inizio del nuovo anno veniva celebrato tra il 25 marzo e il l aprile, scambiandosi dei doni. Questi doni, a seguito del cambiamento, divennero dei pacchi scherzo vuoti, regalati a coloro che non ricordavano la variazione di questa data. Spassosi episodi avvenuti per lo più in Francia, denominati appunto Poisson d’Avril.

Il pesce d’aprile nel resto d’Europa

La diffusione del pesce d’aprile non risparmiò la Gran Bretagna e la Scozia. L’April fool’s day consente gli scherzi fino a mezzogiorno esclamando April fool! Allo scoccare di mezzogiorno, se si ricevono ancora scherzi si ribatte dicendo: April fool is gone and past, you’re the biggest fool at last. Tradotto: Il primo d’aprile non è più, alla fine il più sciocco sei tu. In Scozia dura persino due giorni ed il secondo è un po’ più brutale, viene chiamato Taily Day. Lo scherzo consiste nel foglio attaccato alla schiena con scritto KICK ME (dammi un calcio) visto in film e serie tv. In Italia invece le origini del pesce d’aprile sono legate alle zone marine. Questo periodo, non particolarmente rigoglioso per la pesca, causava beffe e scherni ai poveri pescatori a mani e reti vuote.

I pesci d’aprile della moda

Inaspettatamente anche la moda ha a che vedere col pesce d’aprile. Esilaranti cadute di parecchie modelle hanno regalato sorrisi dal retrogusto amaro che solo certi scherzi sanno regalare. Con un enorme sorriso infatti si rialzò Naomi Campbell quando nel 1993 non riuscì a tenere l’equilibrio su quelle iconiche platform stringate in coccodrillo firmate Vivienne Westwood.

Un pesce non d’aprile

La pantera nera delle passerelle non sarà stata né la prima né l’ultima a traballare sulla fantasia degli shoes designer. Ma se il problema sono le scarpe, a far stare comodi e differenziarsi dalla massa ci ha pensato il marchio londinese Coddies. Esordendo nel 2018 nel fashion retail con le sue simpaticissime Fish Flops. Si tratta di ciabatte a forma di pesci, ma non d’aprile; con il messaggio di far sentire chi le indossa un pesce fuori dall’acqua delle scarpe che siamo abituati a vedere. Con l’intenzione di sviluppare un’intera gamma di prodotti d’abbigliamento da pesca, Coddies nasce per promuovere il Fishwear, donando una percentuale di profitti in beneficenza per promuove la conservazione e la salvaguardia della fauna marina. Quando si dice fare del bene divertendosi!

Ispirazione mare

Seta azzurra che nel movimento ricorda l’infrangersi delle onde, paillettes iridescenti richiamano le squame del manto dei pesci e stampe che riportano su tessuto le simpatiche e colorate specie che popolano il regno incantato dei fondali. Sono alcuni dei modi in cui, nel corso della storia della moda, gli stilisti hanno voluto rievocare la bellezza del mare sulle loro passerelle. Karl Lagerfeld ha persino portato le onde sulla passerella Spring-Summer 2019 e il tessuto scuba, misto al tweed, insieme ai pantaloni ciclista e alle tavole da surf, nel lontano 1991.

Atlantide secondo McQueen

L’eredità più grande, in termine di ispirazione marina, sarà senz’altro quella lasciata da Alexander McQueen, colui che rendeva possibile l’impossibile. La sua collezione Plato’s Atlantis Spring-Summer 2010 ha inaugurato una nuova era tecnologica con texture mai viste prima, composte di stampe applicate su strutture che hanno dato corpo a questi abiti richiamanti rettili marini. Creature generate da una personale fantasia di McQueen di una pronosticata apocalisse, in cui tutti ritorneremo da dove siamo venuti. Dal mare, come in una nuova Atlantide.

Il mare addosso – SS19

Ma come risponde quest’anno la moda al richiamo del mare? Conchiglia all’orecchio per ascoltare le paillettes della gonna DROme SS19 abbinata ad una maglia con stampe di pesci e sirene. Conchiglie al collo invece e cappello, alla pescatora appunto, per il look verde mare di Anna Sui. Non spaventatevi invece degli scherzi dal pesce d’aprile o dallo squalo del tank-top firmato Calvin Klein, che dedica al film The Jaws del 1975 queste maglie e capi dai riferimenti al mondo marino e al diving.

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DROme, Anna Sui, Calvin Klein – SS19

Se anche tu hai voglia di indossare qualcosa che richiami il mare o fare qualche scherzetto per il pesce d’aprile, indossa il body Dolce&Gabbana e crea un look con deSwag App. Postalo sulla nostra Community #DESWAGers su Facebook.

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No, non è un pesce d’aprile

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Pamela Romano